lunedì 7 aprile 2014

FINISCE QUI

L'avventura di Call of The West finisce qui, non finisce però la mia voglia di scrivere di musica. Ci vediamo da un'altra parte su di un'altra piattaforma; il mio nuovo e spero definitivo blog è su Wordpress e lo trovate cliccando QUI
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lunedì 24 febbraio 2014

NOTE A MARGINE SUL FESTIVAL DI SANREMO


Che Arisa fosse una delle favorite per la vittoria finale del Festival di Sanremo 2014, cosa poi puntualmente avvenuta, non è stata una sorpresa, almeno per me. La canzone fa parte della famiglia di quelle scritte apposta per la kermesse ligure, ovvero funzionano benissimo lì per poi essere ignorate dopo. Di tutti i partecipanti alla gara canora il migliore è stato Giuliano Palma, non tanto nella canzone che è passata in finale, ma in quella esclusa; un brano in stile Motown che ha portato un po' di aria fresca sul palco. Per il resto fregole da indie rock nei Perturbazione (la canzone però era una copia di "Barbara"  di Enzo Carella, come ha giustamente fatto notare sul suo blog l'amico Euterpe, seconda a Sanremo nel 1979) e poco altro. Paradossalmente mi trovo a rivalutare i festival baudiani, chi l'avrebbe detto, dove tra tanto trash involontario e no, uno o due pezzi notevoli li trovavi sempre. Perlomeno ti divertivi, qui invece tanta noia e piattume con la scusa della canzone di qualità.

domenica 19 gennaio 2014

TIPI DA BALERA: IL PUNTATORE

Il puntatore è un animale da balera, il ballo è una scusa per arrivare ad altro. Il puntatore ha lavorato sempre il giusto, età sui 60 anni circa, capello tinto di nero, basetta ingrigita e baffetti sottili alla Don Diego De La Vega. Il puntatore lo puoi trovare nelle balere delle case del popolo o circoli Arci che dir si voglia ogni sabato sera e nelle sagre estive dei paesi di campagna. Le prede del puntatore sono vedove e separate, riesce a sublimarsi quando riesce a catturare una sposa ( e qui la letteratura comprende una variante, quella del "puntatore di spose" aduso solo e soltanto alla caccia di mogli insoddisfatte). Il puntatore se ne esce sempre con una preda: attenzione, potrebbe essere la vostra donna.
Oggi si balla con "L'Orchestra Fuso Orario e Veruska".


lunedì 13 gennaio 2014

DIANE, HO IN ASCOLTO UN DISCO DAI SAPORI ACIDI


Chi di voi avrà visto la serie tv "i Segreti di Twin Peaks" si ricorderà sicuramente dell'agente dell'FBI Dale Cooper il quale registrava per una misteriosa Diane le sue impressioni riguardo all'indagine che conduceva per il delitto di una studentessa avvenuto nell'immaginario paese di montagna del titolo, poi  l'altra occupazione preferita di Mr. Cooper era quella di bere caffè e consumare fette di crostata alla ciliegia. Tutto questo panegirico mi serve per presentarvi il primo disco di Diane Coffe, nome d'arte del poliedrico musicista Shaun Fleming che forse, chissà, sarà stato anche lui un appassionato dei segreti di Twin Peaks. "My Friend Fish" è il titolo dell'album, lavoro intriso di psichedelia intrisa di umori garage, soul e pop, anzi "Psych Gospel Pop Surf Garage Motown" così come lo ha definito il buon Shaun, il quale cita tra le proprie influenze "The Yardbirds, Motown, The Beatles, Bowie, The Beach Boys e Donovan".  Album derivativo, sicuro, ma la sua freschezza e sincerità, quella di avere lo spirito giusto per approcciarsi a quei suoni e renderli attuali in questo scorcio di secolo, fa si che "My Firend Fish" sia uno degli ascolti immancabili sul mio I-Pod. Digital Lo-Fi anche, si perché Fleming ha registrato il tutto aiutandosi con un I-Phone, dove ha registrato tramite Voice Memo la batteria, e il basso è stato ricavato da una "traballante chitarra depotenziata". Insomma, "My Friend Fish" ha colto la vera essenza di quello che intendo per musica di oggi con le radici nel passato. 


domenica 12 gennaio 2014

SDOGANEREMO RAOUL, SDOGANEREMO TUTTO !

Blow Up, la rivista italiana di rock e altre contaminazioni, come recita il flan, ha tracciato la linea: la musica italiana più bistrattata e ascoltata soltanto nelle piazze e nelle balere sarà il nuovo hype del 2014. Già nel numero di Novembre 2013 veniva sparato in copertina il tema predominante del numero: il folk romano, mentre nel numero di Gennaio 2014 viene annunciato in copertina un articolo di Federico Savini dedicato al liscio romagnolo; "miti, paradossi e antropologia del country di casa nostra dalle origini nei primi del ‘900 a Casadei" , così recita l'introduzione all'articolo. Bene, non ho letto la rivista e forse mai lo farò, ma in nome di questa nuova tendenza anche io, nel mio piccolo, vi proporrò a cadenza settimanale le band, gli artisti, le donne che popolano il sottobosco musicale italiano. Nello specifico pubblicherò le foto dei musici che ogni fine settimana suonano nelle balere del Chianti fiorentino, a due passi da casa mia, saranno post senza recensioni critiche degli stessi dacché non avrò modo di ascoltarli, quello che vi posso dire è che è una scena viva seppur gli estimatori del genere siano persone in là con gli anni, forse magari un giorno, se imparerò a ballare walzer e mazurche ne sarò anche io parte attiva. Pur non piacendomi il genere, liscio o ballabile italiano che dir si voglia, voglio portare il mio massimo rispetto a chi si sbatte tutti i fine settimana per portare a casa qualche spicciolo e a volte soltanto per la passione di suonare.  Sono graditi commenti e vostre esperienze del caso.  Si parte con la "Retropalco Band" .



venerdì 27 dicembre 2013

IL LUNGO ADDIO: ANGELO RAVASINI (I CORVI)


E' morto Angelo Ravasini, storico cantante dei 'Corvi', complesso beat che si impose soprattutto nel '66 con 'Un ragazzo di strada', cover di 'I ain't no miracle worker' dei Brogues. Lo ha reso noto a Parma la famiglia dei burattinai Ferrari; proprio uno di loro, Gimmi, scomparso alcuni anni fa, fu tra i co-fondatori del gruppo (basso e voce), con Claudio Benassi (batteria) e 'Billo' Levati (chitarra). Tra gli altri successi-cover del complesso: 'Bang bang', 'Bambolina', 'Sospesa a un filo'. (Fonte: ANSA)

 

mercoledì 25 dicembre 2013

BUON NATALE


Un Natale di pace, amore e serenità a tutti voi, ci sentiamo nei prossimi giorni, ancora più psichedelici. 

I LOVE YOU ALL